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Editoriale
“Non solo Multietnica” nasce,
per l’esigenza di alimentare la corrente della musicologia, intesa come forma di
ricerca, di critica, di comparazione dei metodi , del linguaggio, delle
opinioni, delle esperienze e dei risultati.
“Non solo Multietnica” aspira
a conseguire un’autorevolezza (anche con il vostro aiuto, le vostre
collaborazioni, i vostri suggerimenti), fondata sul criterio primario
dell’interesse e della qualità. Interesse dei temi trattati, senza preclusione
di campo; qualità, letteraria e concettuale, della trattazione degli argomenti.
All’accertamento di tali requisiti si provvederà mediante il controllo e la
discussione dei suggerimenti e degli elaborati che ad essa perverranno.
La rivista, nasce in Italia, in
uno dei tanti paesi del sud, dove le tante idee brillanti, spesso vengono
lasciate morire nel cassetto, senza avere l’opportunità di svilupparsi. La neo
testata, vuole vincere questa scommessa, tenendo il suo punto d’osservazione sul
mondo , ricercando, nei campi delle sonorità e della parola, quell’Io etnico,
trasformandolo in musica, ma curando le relazioni che corrono tra i vari momenti
e le vicende musicali italiane e d’altri paesi.
“Non Solo Multietnica”, vuole
concepire la musica e la sua divulgazione come passatempo individuale e rito
collettivo, decoratrice dello spirito e organizzatrice delle pulsioni,
caratterizzandosi per l’apprendimento e la trasmissione dei linguaggi musicali,
nella più semplice comprensibilità per tutte le orecchie e per tutti i cervelli
fini cultori della musica.
La linea che intenderemo
adottare, certamente comporterà alcune responsabilità intellettuali e politiche,
ma cercheremo in tutta onestà, per quello che è nelle nostre possibilità, di
poter colmare quegli handicaps che ancora oggi ci sono, per far si che ci si
abitui a vedere la musica nella cultura, la musica come cultura, assumendoci le
nostre responsabilità nelle scelte editoriali.
Con la nostra rivista, senza
nulla concedere al facilismo divulgativo, ci preme interessare i lettori curiosi
dei tanti campi del sapere, ottemperando però, alla responsabilità intellettuale
degli autori.
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“Non Solo Multietnica”, vuole
parlare al mondo attraverso la musica, per far intendere a chi non dispone di
una specifica alfabetizzazione musicale della logica, del movimento , della
retorica che sono continuamente ed efficacemente azionate dai suoni e dalle
voci. In tale contesto, la rivista vuole far si che i riferimenti storici e
ambientali alle diverse espressioni musicali acquisteranno senso e diventeranno
patrimonio dei giovani, ma anche dei meno giovani, solo se ad essi non verrà mai
negata la possibilità di intendere le arti sonore come “ luogo del saper essere
e del saper fare”. Ma è anche vero che in musica, in pittura, in poesia, in
scultura, nell’arte in generale, il possesso dei rudimenti tecnici agevola la
comprensione, ma da solo non darà mai l’accesso alla ricchezza dei significati
del patrimonio storicamente dato. Anzi se i rudimenti primari della musica
saranno divulgati, essi, saranno certamente compresi da chi ascolta. Vogliamo
essere uno strumento, benché cartaceo, anche e soprattutto di presentazione e
valorizzazione di gruppi che nella tradizione e con la tradizione sono
cresciuti. La rivista, si propone anche l’intento di dare forza alla musica
etnica, infatti sarà supportata anche dalla divulgazione di CD, rigorosamente
prodotti dall’etichetta discografica indipendente “Res Publica Mediterranea”,
contenenti brani musicali, venuti fuori dai vari campi del sociale, in modo che,
chi ascolta, capisce che la musica va concepita attraverso una ricerca, ogni
giorno nuova, in modo da scoprire che essa, musica, è alla portata di tutti.
Con tale intento, vogliamo fare
la nostra parte nell’alimentare la passione e la dedizione verso la musica
etnica intesa come espressione massima dell’animo umano, massima espressione
culturale di una società. Su questo fronte “Non Solo Multietnica”, vuole
invogliare l’esperto e il dilettante, ad ascoltare e ricercare le sonorità
musicali, nelle singole opere, o negli interi generi dei grandi repertori, a
partire dalla musica antica per arrivare fino alla musica contemporanea, alla
musica dei giorni nostri.
Crediamo che, soprattutto ai
musicologi, e perché no, anche ai provetti dilettanti, incomba il compito , di
coltivare accanto alla ricerca, la buona ed umile divulgazione, intesa come
servizio, per assicurare alla cultura-musica, che questa osmosi di idee e di
esperienze funzioni per bene, e sempre di più.
Gildo Anthony Urlandini
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